Quando l’eleganza prende il sopravvento: ha fatto tappa ad Ostuni “Identithree”, il progetto musicale di Nicola Angelucci con Enzo Pietropaoli ed Enrico Zanisi

Tornare ad Ostuni e parlare delle cose belle che succedono lì, per me è sempre un piacere. Questa volta, a tenere alta l’asticella della proposta musicale organizzata dall’Associazione Musicalmente Odv, il compito è stato affidato a tre raffinati musicisti, provenienti da realtà differenti ma come per incanto hanno trovato un’intesa perfetta sul palco.

Titolare del progetto è il batterista Nicola Angelucci. Il nome del progetto è “Identithree”, proprio a rimarcare che i tre provengono da strade e situazioni molto differenti, ma che insieme sono sono stati capaci di sfoggiare una musica raffinata ed elegante, che ha entusiasmato il pubblico presente. Ad accompagnare Angelucci, il contrabbassista Enzo Pietropaoli ed il pianista Enrico Zanisi.

Nicola Angelucci, classe 1979 e originario di Altino (CH), è un batterista e compositore. Si è aggiudicato numerosi riconoscimenti tra cui una borsa di studio presso il prestigioso Columbia College a Chicago nel 2000, vincitore del concorso “Baronissi Jazz” nel 2000 e 2004, del “Gran Prix du Public” al “Tramplin Jazz d’Avignon” nel 2002 e del “26th Hoeilaart Jazz Contest” in Belgio nel 2004. Docente dei seminari di “Orsara Jazz” (FG) nel 2005 e nel 2006 e dell’Eddie Lang Jazz festival nel 2012. Ha al suo attivo circa 70 dischi registrati da sideman, 3 da leader e 4 da co-leader.

Sideman di molti tra i più interessanti e celebri musicisti internazionali quali Benny Golson (con il quale ha collaborato per 7 anni in Italia e all’estero dal 2004 al 2011), Wynton Marsalis, Dee Dee Bridgewater, Mike Stern, Bob James, Steve Grossman, Jeremy Pelt, Eddie Gomez, Jim Rotondi, Alex Sipiagin, Jerry Bergonzi, Aaron Goldberg, Larry Granadier, Peter Bernstein, Dave Kikoski, John Hicks, George Garzone, Joey De Francesco.​

Tra le registrazioni/collaborazioni più importanti figurano inoltre quelle con Enrico Pieranunzi, Paolo Fresu, Enrico Rava, Max Ionata, Francesco Cafiso, Rosario Giuliani, Mario Biondi, Bob Mintzer, Alex Sipiagin, Peter Bernstein, Jeremy Pelt, Mike Stern, Rita Marcotulli, Fabrizio Bosso, Dado Moroni, Andrea Pozza, Perico Sambeat, Gabriele Mirabassi, Gegè Telesforo, Luca Mannutza, Nico Gori, Maurizio Giammarco, Stefania Tallini, Susanna Stivali, Javier Girotto. Da anni è ormai componente stabile del quartetto di Fabrizio Bosso con il quale abbiamo avuto il piacere, nell’ultimo anno di poterlo ascoltare dalle nostre parti, a Noicattaro e a Corato, ma come lui stesso ha ricordato, esattamente un anno fa si è esibito ad Ostuni con Dado Moroni. Altra sua apparizione barese, a fine 2024, con la cantante e pianista tedesca Olivia Trummer, con la partecipazione del fisarmonicista Luciano Biondini.

Poco più di dieci anni più giovane il pianista Enrico Zanisi. Figlio d’arte, cresciuto in un’ambiente dove il pianoforte la faceva da patrone, l’approccio con lo strumento è stato spontaneo, ma il suo interesse verso la musica jazz è passato attraverso la musica classica, il rock e l’improvvisazione. E’ stata la sua partecipazione ai seminari di Siena Jazz, a 15 anni, che gli ha cambiato la vita. Sono seguiti corsi estivi della Saint Louis per tre volte e Umbria Jazz (dove ha ottenuto una borsa di studio per frequentare la Berklee) studiando con Kenny Werner, Marvin Stamm, Joey Calderazzo, Phil Markowitz, Larry Grenadier e tanti altri giganti del Jazz. Nel frattempo si è diplomato in pianoforte classico con il massimo dei voti e la lode a L’Aquila. Da quel momento non sono mancati premi e riconoscimenti. In questi anni di jazz ha avuto il piacere di collaborare con musicisti fantastici come Sheila Jordan, David Liebman, Andy Sheppard, Stefano Di Battista, Javier Girotto, Giovanni Tommaso, Francesco Cafiso, Ares Tavolazzi, Pietro Ciancaglini, Ettore Fioravanti, Daniele Scannapieco, Fabrizio Bosso, Anthony Pinciotti, Roberta Gambarini, Massimo Nunzi, Dario Deidda, Gabriele Mirabassi e altri ancora. Nel 2012 vince il prestigioso premio Top Jazz come Miglior Nuovo Talento italiano, indetto dalla storica rivista Musica Jazz, e nel 2014 ha ricevuto il Premio Siae per la creatività. Nel 2015 incide il suo primo e unico disco  di solo piano, Piano Tales, venticinquenne, dimostrando una una grande maturità acquisita. Pertanto una carriera che va avanti da quasi vent’anni, nonostante la sua età.

Enzo Pietropaoli con i suoi settant’anni, lo possiamo considerare una leggenda del jazz italiano. Nasce a Genova nel 1955 ma dal 1961 vive a Roma dove debutta professionalmente nel 1975 con il “Trio di Roma” (con Danilo Rea e Roberto Gatto). Questo trio ha di fatto riscritto la storia del jazz romano. Dopo una prima esibizione nel quartiere romano di Testaccio, ne seguono altri nel circuito dei jazz club capitolini, in particolare al Music Inn di Pepito Pignatelli, dove i tre giovani musicisti hanno l’opportunità di accompagnare i jazzisti arrivati da oltreoceano. Il trio viene ingaggiato come sezione ritmica del sassofonista Lee Konitz, per un tour in Sicilia e Calabria. Inoltre, incidono il disco Curtis Fuller Meets Roma Jazz Trio, col famoso trombonista statunitense, tengono due concerti col trombonista Albert Mangelsdorff e si esibiscono al Capolinea di Milano con il sassofonista Steve Grossman. Nel 2009, Rea/Pietropaoli/Gatto, ricompongono il trio per l’incisione dell’album 33. Il lavoro discografico si compone di rivisitazioni in chiave jazz di celeberrimi temi di pellicole cinematografiche.

Oltre al Trio di Roma, il suo nome è legato ad altri tre gruppi fondamentali per il jazz italiano come Lingomania (miglior gruppo nel 1987 per il Top Jazz), lo “Space Jazz Trio” (con Enrico Pieranunzi e Fabrizio Sferra) miglior gruppo italiano nel 1988 e Doctor 3 (sempre con Danilo Rea, ma questa volta con Fabrizio Sferra alla batteria. Questo gruppo, formatosi nel 1997, per ben tre anni (1999, 2001 e 2003) il Referendum della rivista Musica Jazz l’ha proclamato miglior gruppo italiano. E ancora oggi, seppur in modo discontinuo, i Doctor 3 continuano ad essere presenti sui nostri palcoscenici. E come se non bastasse, nel 2013, con il gruppo “Enzo Pietropaoli Quartet” vince il referendum come miglior gruppo italiano.

Il nostro Pietropaoli ha suonato e inciso al fianco di molti musicisti significativi come: Franco Ambrosetti, Chet Baker, Flavio Boltro, Lester Bowie, Art Farmer, Paolo Fresu, Enrico Rava, Nunzio Rotondo, Oscar Valdambrini, Fabrizio Bosso, Woody Shaw, Kenny Wheeler, Bob Berg, Michael Brecker, Ronnie Cuber, Maurizio Giammarco, Rosario Giuliani, Johnny Griffin, Steve Grossman, Lee Konitz, Gabriele Mirabassi, Sal Nistico, Archie Shepp, Pietro Tonolo, Gianluigi Trovesi, Massimo Urbani, Javier Girotto, Phil Woods, Mark Turner, Stefano Di Battista, Curtis Fuller, Jimmy Knepper, Albert Mangelsdorff, Dino Piana, Toots Thielemans, Gianni Coscia, Richard Galliano, Brian Auger, Stefano Bollani, Ray Bryant, George Gruntz, Evan Lurie, Rita Marcotulli, Horace Parlan, Enrico Pieranunzi, Danilo Rea, Franco D’Andrea, Renato Sellani, Ben Sidran, Cedar Walton, Kenny Werner, John Taylor, Bobby Hutcherson, Maria Pia De Vito, Norma Winstone, Gianmaria Testa, John Abercrombie, Roberto Ciotti, Christian Escoudè, Pat Metheny, Joe Pass, John Scofield, Marc Ribot, Ginger Baker, Han Bennink, Kenny Clarke, Billy Cobham, Joey Baron, Roberto Gatto, Daniel Humair, Don Moye, Alvin Queen, Jeff Ballard e molti altri. Di certo, dotato di una tecnica elegante e raffinata, resta uno dei contrabbassisti più richiesti. Come band leader ha realizzato 12 album. La classe non si discute.

Come session-man solista ha partecipato alla incisione di numerose colonne sonore tra le quali C’era una volta in America (S.Leone / E.Morricone ), Il Piccolo Diavolo, Johnny Stecchino, Il Mostro (R. Benigni /  E. Lurie), Ferie d’Agosto, Ovo Sodo (P. Virzì / B. Lena), Gente di Roma (E.Scola / A.Trovajoli), Piano Solo (R.Milani / L.Marchitelli), La rivincita di Natale (P.Avati / R.Ortolani), Basilicata Coast To Coast (R.Papaleo / R.Marcotulli), La Grande Bellezza (P.Sorrentino / L.Marchitelli) e molti altri.

Nel 2012 compone la colonna sonora del film Appartamento Ad Atene,opera prima del regista Ruggero Dipaola, con Laura Morante e Richard Sammel. Questo film ha ottenuto numerosi premi in importanti festival del cinema nazionali e internazionali tra i quali: 2012 – Globi d’oro  Miglior opera prima a Ruggero Dipaola; 2011 – Festival internazionale del film di Roma Premio Vetrina giovani a Ruggero Dipaola; 2012 – Phoenix Film Festival (Arizona) Miglior Film a Ruggero Dipaola. Averlo ospite ad Ostuni è pertanto motivo di vanto. Resta un musicista straordinario, con una carriera lunga oramai ben cinque lustri.

Il concerto è scivolato via tra brani originali di Angelucci e di Pietropaoli, standard e brani tradizionali. Il brano di apertura del concerto è stato un brano di Angelucci (Outro) che ha immediatamente fatto capire ai presenti a cosa andavamo incontro per la serata. A seguire un brano di Pietropaoli (Supereroa), per proseguire con un brano gospel tradizionale (Sweet low, Saweet Charior (brano del 1909 ed inserito tra le 50 canzoni del National Recording Registry  degli Stati Uniti. Una esecuzione lunghissima, ma che è poi terminata (senza soluzione di continuità) in un altro brano originale di Pietropaoli.  Ancora due brani nuovi di zecca, senza titolo, di Amgelucci ed un brano (Solar) di Miles Davis), riarrangiato da Angelucci). Un delizioso bis finale con uno standard dal titolo “One day I’ll fly away”, composto nel 1980 da Joe Sample e reso famoso da Randy Crowford, e che successivamente è stato inserito nella colonna sonora del film Mulin Rouge, e interpretata da Nicole Kidman. La lunga presentazione del brano da parte di Pietropaoli ha messo in luce, come dicevamo prima, il suo attaccamento alle musiche da film.

Una serata raffinata ed elegante. Tre musicisti che hanno dato il meglio di se stessi, interagendo in modo straordinario. E’ stato il quarto appuntamento della rassegna ostunese dopo Daniele Scannapieco, Ettore Carucci, Paolo Birro con Max Ionata. A questo punto restiamo in attesa della conclusione della rassegna con altre quattro date (Ostuni Jazz Festival 2025), dal 29 agosto al primo settembre prossimo, con Gianfranco Menzella, Giuseppe Venezia, Leo Aniceto e Dena De Rose con Piero Odorici, oltre a partecipazioni straordinarie come Antonio Faraò e Alfonso Deidda. Tutti appuntamenti da non perdere.

Tutto questo grazie agli sponsor privati: Telcom e CRO (Centro Revisione Ostunense) senza i quali tutto diverrebbe impossibile. Un plauso alla caparbità con cui l’Associazione Musicalmente Odv, guidata da Elio Tanzarella continua ad offrire proposte musicali di altissimo livello.

Gaetano de Gennaro
Foto di Gaetano del Gennaro

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