
Cosa lega Santa Fara, una pia fanciulla vissuta in Francia nel VII secolo, alla città di Bari del ‘900? Se ne parlerà Mercoledì 18 giugno sulla Terrazza del Carmine con Angela Laghezza, Francesco Nocco e Giulia Perrino.
Leggenda vuole – ma di storia vera forse si tratta – che una pia donna, Maria Nicola Monno, abbia ricevuto in dono un santino con la sua immagine, da una sconosciuta, nel novembre del 1929. Da questo episodio, chiuso in origine nel cuore di Bari vecchia, nella devozione casalinga e privata di un’umile portinaia, nasce una delle storie più straordinarie che Bari possa raccontare, una vicenda che lega fede e caparbietà. Una storia che non trascura il ruolo di un benefattore, Simeone di Cagno Sessa, e numerosi altri aneddoti che legano con un filo rosso Faremoutiers, il monastero di Santa Fara nella regione francese della Brie, alla città di Bari.
Gli appuntamenti, organizzati dall’Associazione del Centro Studi Normanno Svevi con la collaborazione della Libreria Laterza, dell’Opera Pia del Carmine e dell’Associazione I Custodi della Bellezza, sono gratuiti e si svolgeranno a partire dalle ore 19.30 presso la Terrazza del Carmine di Bari.
Ogni appuntamento vedrà incursioni fumettistiche a cura di Ugo Liberatore e sarà allietato da un genuino aperitivo al termine di ogni incontro.
Angela Laghezza: docente di Storia del Cristianesimo e delle Chiese si occupa di storia del cristianesimo antico, con particolare attenzione all’agiografia, al culto dei santi in Europa, ai santuari e al fenomeno del pellegrinaggio in senso diacronico. Ha dedicato parte dei suoi studi ai culti di san Michele e di santa Fara.
Francesco Nocco: archivista, docente a contratto all’Università degli Studi di Bari e professore sia di Diplomatica sia di Storia degli archivi presso la Scuola di Archivistica, Paleografia e Diplomatica dell’Archivio di Stato di Bari, ha posto al centro della sua attività professionale le sfide della memoria, tentando di indagare quelle strategie che sono alla base della produzione e organizzazione documentaria.
Giulia Perrino: storica dell’arte, ha rivolto le sue ricerche su pittura, iconografia e storia sociale dell’arte, con particolare attenzione al Medioevo pugliese e alla produzione artistica e culturale barese. Nel 2013 ha pubblicato una importante monografia dal titolo “Affari pubblici e devozione privata. Santa Maria del Casale a Brindisi”, Caratteri Mobili editore. Ha collaborato con Musei, Università e Soprintendenza, maturando una significativa esperienza nel settore della comunicazione e divulgazione dei Beni Culturali.
Ugo Liberatore: ha manifestato le sue molteplici doti artistiche, già quando era adolescente, non solo nella pittura ma anche nel canto, nell’arte teatrale come autore, scenografo, musicista, suonando vari tipi di flauto, costituendo negli anni ‘90 il gruppo comico – musicale con gli “OTTANTUGO” insieme a Ottavio Fabris e Antonello Vannucci. L’arte del dipingere è quella che lo ha esaltato maggiormente e l’ha portato a realizzare diverse mostre e ad avere molteplici riconoscimenti.