Torna con “Black Medea. Gratitudine alla vita” al Teatro San Ferdinando di Napoli il progetto ‘I Sud’, un percorso di incontro tra la città partenopea e le comunità migranti presenti sul territorio

Ritorna in scena al Teatro San Ferdinando di Napoli il progetto I SUD, un percorso di incontro tra la città partenopea, una delle porte dei Sud del mondo, e le comunità migranti presenti sul territorio, con l’obiettivo di contribuire a cambiare, nel segno del teatro, la narrazione di un fenomeno epocale come quello delle migrazioni. 

30 maggio ore 19,30
Teatro San Ferdinando
I SUD 

BLACK MEDEA
gratitudine alla vita

regia Alessandra Cutolo
drammaturgia Sabrina Efionayi
con Anna Abu, Selina Amulavu Aliaka, Ese Asemota, Queen Avanhenhen, Valentina Cangiano, Ifeoma David, Annunziata Della Corte,
Melania Di Gennaro, Emanuela D’Onofrio, Viktoriia Fedorova, David Fissi Kabore, Lucia Iodice, Marica Iorio, Doris Johnson, Yvonne N’dah,
Ese Nosakhare, Marika Okroshidze, Blessing Ojo, Osariemen Omoruyi,
Gift Osayemore, Evelyn Osawe, Jennifer Osazuwa, Muyi Oteki, Maria Quaranta, Faith Samuel, Fortune Smith

coreografie Yvonne N’Dah
scene e costumi Fabio Sonnino
disegno luci e datore luci Carmine Pierri
foto di scena Mario Spada
capomacchinista Marco Di Napoli
fonico Fiorentino Carpentieri
produzione Teatro di Napoli – Teatro Nazionale
con la collaborazione dell’Associazione IF – ImparareFare ETS 
nell’ambito del progetto “Criscito”- Impresa Sociale Con i Bambini e
Fondazione EOS

L’adattamento della Medea di Euripide si è innestato, nella scrittura di Sabrina Efionayi, in un racconto di Ama Ata Aidoo, Pidocchi. La scrittura scenica durata tutto il tempo del laboratorio ha esplorato quanto l’antichissima storia di Medea risuoni ancora nelle vite delle donne straniere e napoletane, abbandonate dai mariti, e sempre sul punto di essere cacciate via.
E anche quanto la rivisitazione contemporanea tenga, e sia vivificata dai corpi, le voci di queste donne. Donne che conoscono e riconoscono la condizione di precarietà esistenziale di straniere con figli sempre sul punto di essere espulse, esiliate, deportate. In un mondo in cui diventa sempre più diffusa e crudele l’espulsione, la deportazione, la cacciata del migrante.
(Alessandra Cutolo)

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