“Je so’ accussí”: Serena Brancale inaugura con un sold out la rassegna “Around Jazz 2022.2023 – Una stagione da incorniciare” del Teatro Forma di Bari

Sold out a Bari per il concerto di Serena Brancale al Teatro Forma di Bari, appuntamento che ha aperto la rassegna “Around Jazz 2022/2023. Una stagione da incorniciare”, che può vantare, come sempre, la direzione artistica di Michelangelo Busco. Sul palco si alterneranno, da qui ad aprile, artisti del calibro di Karima, Fabrizio Bosso, Mario Rosini, Lady Blackbird e Walter Ricci.

Si parte dunque con la Brancale che porta sul palco “Je so’ accussí”, dal titolo del suo terzo album, dopo “Galleggiare” del 2015 e “Vita d’artista” del 2019, un lavoro che si arricchisce di preziose collaborazioni con artisti come Richard Bona, Fabrizio Bosso, Margherita Vicario, Ghemon, Davide Shorty, dal quale emergono una maturità e una consapevolezza nuova, nonché una rinnovata voglia di mescolare generi e stili musicali, ritmi e sonorità diversi.

E in effetti la cifra della Brancale è proprio la volontà di abbattere le barriere dei generi musicali, contaminando, mischiando, alternando il racconto intimo e confidenziale a momenti creativi e scatenati, spruzzando i brani pop con jazz, funk e R&B, con brevi incursioni nel rap e nell’elettronica.
Ad accompagnarla ottimi musicisti ai quali lascia giustamente spazio e libertà, e che ci regalano chicche di virtuosismi.
Domenico Sanna, raffinato pianista di animo jazz, Dario Panza, eclettico e funambolico batterista, Emanuele Triglia dallo stile personalissimo (ma non autocelebrativo) al basso.

Più che un concerto, quello della Brancale è un incontro empatico con un pubblico che la aspetta e la abbraccia come si fa con un’amica, ballando sotto il palco e facendo selfie, in un gioioso dialogo costruito negli anni.
Quello che immediatamente colpisce è senza dubbio la duttilità della voce, la sua apparente leggerezza e una tecnica indiscutibile, che le permette davvero di usarla come uno strumento ricco di profondità sonore. Molto bella e intensa per esempio è la sua versione di “Alleria” di Pino Daniele, rigorosa pur nel personalissimo arrangiamento, eseguita con un tono intimo e confidenziale che sottolinea le note profonde di questa voce, indubbiamente versatile e graffiante.
Altrettanto convincenti “Je so’ accussí”, una richiesta di essere amata per quello che si è, e poi “Donna”, dedicata alle donne che con piccoli e grandi gesti hanno nutrito e arricchito la sua vita, e “Sta uagnèdd”, omaggio alla lingua della sua terra.

L’unica perplessità di chi scrive è la struttura del concerto e la scelta di privilegiare momenti di improvvisazione con l’ausilio di pad elettronici, moltiplicandoli oltre misura. Così nel tentativo di stupire, coinvolgere e “fare spettacolo”, questi momenti occupano uno spazio eccessivo nell’economia di un concerto durato meno di novanta minuti, e risultano talvolta imprecisi nell’esecuzione e poco convincenti. Per esempio, quando canta, registra e manda in loop brevi frasi di brani di Lucio Dalla, l’effetto finale si rivela purtroppo confuso, e non rende giustizia alla professionalità di questa artista curiosa e appassionata.

Ma forse Serena risponderebbe così a questo nostro appunto: “E non dirmi cosa io devo fare, e non dirmi cosa io devo dire. E allora amami senza più scrupoli e non rompere se metto una gonna, se perdo le chiavi, se canto per strada pecché je so accussí“.

Imma Covino
Foto di Silvio Donà

1 commento su ““Je so’ accussí”: Serena Brancale inaugura con un sold out la rassegna “Around Jazz 2022.2023 – Una stagione da incorniciare” del Teatro Forma di Bari

  1. Francesco Daloia Rispondi

    Un concerto molto confuso senza identità che non mi ha emozionato ma mi ha turbato.Forse Serena è così , musicalmente anarchica….e quei pad sono ritmicamente fuori luogo

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