Eterne leggende a confronto: Geoff Westley in concerto per “La Notte Bianca tra i Templi” di Paestum

Sul promontorio di Enipeo
Leucosia, scagliata con violenza,
terrà a lungo lo scoglio col suo nome
dove il rapido Is e il vicino Laris scaricano le loro acque
.”
(“Alessandra”, Licofrone, vv 723-725)

Ci sono luoghi belli al punto di pensare a un’origine divina. Per questo Licofrone ha ipotizzato che la sirena Leucosia, uccisa da Odisseo preso dal suo intento pigramente perseguito di tornare dalla moglie, abbia donato la sua ammaliante bellezza nientemeno che a uno scoglio. Uno scoglio che adorna la casa del suo dio, Poseidonia, l’antico nome di Paestum.

Proprio all’ombra del tempio di Nettuno, il cui culto gli antichi Romani praticavano in continuità con quello ellenico, si offre l’occasione di un’apertura straordinaria per la notte di San Lorenzo, inserita nel più vasto calendario di aperture di “Paestum by night” che vede esibirsi musicisti della massima caratura a livello nazionale ed internazionale, con il concerto del grande Geoff Westley.

L’evento, di richiamo eccezionale, ha richiesto una lunga fila d’attesa per un’organizzazione che non ha previsto un afflusso così massivo di persone del posto e di turisti italiani e stranieri, attratti da un prezzo popolare, da un programma di esibizioni e degustazioni per grandi e piccini, e dalla suggestione del luogo illuminato anche dalla Luna piena. L’attesa è stata ripagata da un concerto che difficilmente potrà essere dimenticato, in un’atmosfera che sembrava lontana anni luce dalla folla creatasi per entrare a pochissimi metri di distanza.

Westley, pianista e compositore britannico, è legato al nostro paese da decenni di arrangiamenti che hanno fatto la storia del pop italiano: i dischi con Lucio Battisti (“Una donna per amico” e “Una giornata uggiosa”), con Claudio Baglioni (“Strada facendo” e “Avrai”), più decine di altre collaborazioni e la direzione musicale dei due Sanremo a targa Baglioni nel 2018 e 2019. A livello internazionale, vanta la direzione musicale dei primi Bee Gees e le collaborazioni con le massime divinità della composizione per teatro e cinema del calibro di Vangelis, Andrew Lloyd-Webber e Hans Zimmer, solo per citare i più famosi.

Il maestro, soprattutto, ha composto musica propria. Tra la “Passacaglia” e l’”Impromptu” con cui ha debuttato, e il “Notturno”, al terzo giro di bis con cui si è congedato dal pubblico, un pubblico cui si è dato tantissimo, con composizioni prettamente prese dai suoi album, principalmente dall’ultima fatica “The Mellow Album”, ma anche da “Does what it says on the tin”.

Un’eredità modernissima, proveniente direttamente da Prokofiev e da Vivaldi, rende la pianistica di Westley descrittiva e suggestiva. Proprio alla lezione di “Pierino e il Lupo” è ispirato uno dei progetti che Westley sta costruendo, assieme a Peppe Servillo (che voglia di vederlo al completo dal vivo), ossia “Favole al telefono” di Rodari, di cui Westley esegue “Il Palazzo di Gelato”. Gemme del concerto sono “Wheelchair Waltz” e “Roma di notte”, entrambe chiarissime, senza tempo e senza bisogno di spiegazioni.

La Luna, i Templi e il Pianoforte: qualcuno riesce a immaginare bellezze più eterne?

Beatrice Zippo

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