“Musiche corsare”, il festival su Pier Paolo Pasolini organizzato dall’associazione “Nel Gioco del Jazz”, e lo straordinario set di John Surman e Vigleik Storaas

Dopo il debutto con l’Enrico Morello Quartet, il festival “Musiche Corsare”, organizzato dall’associazione Nel Gioco del Jazz, con la Presidenza di Donato Romito e la direzione artistica del M° Roberto Ottaviano e del M° Pietro Laera, prosegue con un duo d’eccezione: John Surman, britannico, autentica leggenda dei fiati jazz, al sax soprano, clarinetto basso e flauto dolce, e Vigleik Storaas, pianista norvegese.

Il piano, di una gentilezza ed eleganza subito evidenti, evoca il Nordic touch di cui è portatore sano, promettendo però germogli di gioia incontenibile.

Ciò che fa Surman con il suo Luna Park di fiati è ciò che ognuno di noi sogna che venga fatto con i propri pensieri e non solo: virtuosismi inaspettati, ardite trovate stilistiche, una, dieci, cento masterclass di strumento in un solo concerto.

L’incanto è così compiuto: echi di danze celtiche, ma anche sonorità newyorchesi, fino a spingersi ai confini del latin jazz, mantenendo però una limpidezza straordinaria.
Il lavoro di armonia del piano è quello dei massimi professionisti, l’omeostasi dell’interplay non si perde nemmeno per una battuta.

Non manca un tributo all’Italia, in special modo alla Sardegna, e un invito a dedicarci a ciò che ci rende simili e non a ciò che ci divide, un appello aperto e diretto affinché la guerra cessi, anche mediante il potere salvifico della musica.

La classe dei due musicisti non rende il senso nordico con cui comunemente connotiamo ciò che nordico è: non vi è traccia della freddezza nel suono, che è bensì passionale, pieno di ritmi e di trasporto.

La mia preferita? “Drawing circles“.
Il bis concesso è “The cloud song“.
Un concerto che dimenticheremo difficilmente.

Beatrice Zippo
Foto di Beatrice Zippo

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