Il Multiculturita Summer Festival 2021 saluta il suo pubblico con Gaia Gentile dando appuntamento all’edizione del ventennale

Era stata rinviata per le avverse condizioni meteorologiche, ma è valsa la pena aspettare una calda sera di mezza estate, sul Sagrato della Reale Basilica della Madonna del Pozzo di Capurso (BA), per assistere all’esibizione che ha chiuso la XIX edizione del Multiculturita Summer Festival, vale a dire il concerto di Gaia Gentile, cantautrice pugliese, giovanissima, ma con all’attivo già numerose collaborazioni con artisti italiani e internazionali nonché disparate apparizioni, fino alla partecipazione a “Ballando con le Stelle”.

Gentile (…ma non troppo, come ama presentarsi) sale sul palco con una bella formazione di musicisti, tra cui spiccano le star di casa, i capursesi Antonello Boezio alla chitarra e Nicolò Pantaleo al sax baritono. Completano la band Frums alla batteria, Mario Guarini al basso e Paolo De Benedetto al sax contralto.
Il repertorio è un’equilibrata alternanza tra i pezzi originali, tratti dai sei album dell’artista, e omaggi alla grande tradizione cantautorale italiana di ieri ed oggi.

Il saluto al pubblico, sia come debutto che come secondo bis concesso, è tratto da “Sono fuori”, album d’esordio, autentico manifesto della sua personalità, riflessa nella voce piena di gioventù, che non manca di scurirsi e graffiare all’occorrenza.
Si emoziona ed emoziona, quando la sua voce canta le sue parole, dalla ballad “Tempo”, ai virtuosismi di “No Baby”, ispirata all’Ouverture n. 2 in B minor di Bach, che le è valsa un duetto con Noa, a “Sono fortunata”, fino alla codifica cantautorale di “E’ questa la vita” e alla sorridente eleganza di “Speriam”, con versi in dialetto cassanese.
Il dialogo con i musicisti si fa perfetto, nel suo pezzo “Non aspettare”, uno swing che si spinge fino allo ska, grazie all’impronta degli ottoni.

È proprio la band, il valore aggiunto dei medley dedicati a Daniele Silvestri, Lucio Dalla, Vinicio Capossela, Caparezza.
La disinvoltura resa agli spettatori, nei cambi di registro, che in Dalla passano dallo struggente al canzonatorio, in Silvestri dall’intimista al sornione, fino alle catarsi ora gioiose, ora sacrali, di Caparezza e Capossela, è tutto fuorché scontata, richiedendo una notevole intesa tra gli elementi sul palco.
Multiculturita saluta così il suo pubblico, dando appuntamento all’edizione del ventennale!

Beatrice Zippo

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